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pugnodidadi
Utente Medio
 
Prov.: Roma
242 Messaggi |
Inserito il - 13/04/2006 : 09:31:30
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....erano oramai passati molti mesi, numerose le interruzioni per varie cause nel tempo, ma ora finalmente il benedetto PXE arcobaleno 125 stava per mettere le ruote su strada, lo feci scendere dai cavalletti che lo tenevano sospeso, (per scaramanzia le mie vespe rimangono sospese senza toccare il suolo per tutto il restauro), quasi mi cadde, altro che 95 Kg, quel vespone sembra ne pesi 200!! Il blocco rally con cilindro 210, denti dritti e tutto il resto faceva bella mostra di se lucido e pulito, avrebbe funzionato? Quell'albero cromato, quei travasi eccessivi avrebbero saputo soddisfare le mie aspettative, la vecchia marmitta giannelli nera opaca era un residuo bellico di antiche battaglie gloriose della P200E e faceva bella mostra di se uscendo come una serpe da sotto la scatola rinvio cambio come nuova a trent'anni pensai , era tutto al suo posto, ma avrebbe funzionato!!! Presi ban salde le manopole e diedi la pedivellata, un sordo borbottio seguito da nuvole di denso fumo bianco diede il segnale che qualcosa stava muovendosi, i primi secondi furono una delusione tanto era il fumo che credetti di aver montato male un paraolio, e che per qualche illogico motivo l'olio del motore finisse nella camera di scoppio, cosa per altro impossibile, ma come un tenore che schiarisce la voce ad ogni colpo di gas sentivo prepotente la giannelli fischiare e la nuvola all'aumentare dei regimi diventava ora un soffio ed una scia, sembrava il fumo che esce a pressione da un reattore, e più davo gas e più il motore ruggiva feroce, vibrava tutto e una sensazione di potenza era subito avvertibile dalle manopole e dai regimi che salivano sempre più alti e squillanti ad ogni colpo di gas, cavolo!!! altro che guasto! Quel motore ruggiva come un cavallo da Rodeo, tirava la cinghia con il faro teso all'uscita del garage, casco integrale e prova, prima sul viadotto, ma non era sufficiente, poi sulla provinciale, ma non era sufficiente, poi sulla statale e qui cominciai a capire, dopo circa trenta minuti ero a Viterbo!!! Ma quanto correva quel vespone!! Notai da subito che la ruota posteriore surriscaldava e che accucciato dietro al manubrio con il peso all'indietro la vespa diventava troppo leggera all'anteriore, se spostavo il peso in avanti, tendeva a scodare ed oscillare molto lentamente al posteriore, ma ero alla massimA VELOCITà IN RETTILINEO!!! Tornato a Roma, sostitui la ruota posteriore con una più performante Metzler, e montai chiappe e spoiler della T5 sotto la pancia, chiesi a mio fratello di seguirmi con la Yamaha fino alla Cassia Bis per misurare la velocità massima, difatti il tachimetro della vespa già in terza era quasi al fine corsa dei 120 Km/h!!!! Tirai il collo a quella vespa, il disegno del san Giorgio che a spada tratta lotta con il Drago sullo scudo anteriore rendeva chiaro di che vespa si trattasse, qualcosa in grado di affrontare giganti ben più grandi, rientarti al garage, mio fratello si tolse il casco senza guaardarmi si voltò e mi disse: "stavolta hai creato un mostro..."
Non seppi mai cosa aveva letto sul contachilometri dell'RD....
Morale della storia 16r non è importante il quando, ma il come, ogni giorno di attesa aumenterà la tua gioia.... |
Ogni maledetta domenica.... |
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