Reimmatricolare una Vespa demolita, è ancora possibile?

Un veicolo fino a pochi anni fa, poteva essere radiato dal PRA per vari motivi: cessazione della circolazione, demolizione, distruzione, esportazione, circolazione su fondo privato. 

Attualmente la circolazione su fondo privato o cessazione della circolazione non sono più previsti dalla legge, ma la nostra Vespa è d' epoca..

Il caso più frequente di radiazione è la cosiddetta "cancellazione d' ufficio" che avveniva in passato, soprattutto alla fine degli anni "80, se il proprietario non pagava il bollo per 5 anni consecutivi.

Chi invece, per evitare di dovere pagare il bollo voleva seguire la legge, se non prevedeva di utilizzare la Vespa, ma non voleva disfarsene, riconsegnava al PRA targa e libretto, chiedendo appunto la cancellazione per demolizione, mettendosi così al riparo da eventuali multe, ma gli onesti.. vengono spesso presi a pesci in faccia. Se infatti, reimmatricolare un veicolo radiato d' ufficio è sempre stato abbastanza semplice, reimmatricolarne uno demolito, al contrario, è un' impresa ardua, ma possibile, come ho raccontato anche qui nella mia esperienza personale.

Ma nella nostra burocrazia già malata cronica, qualcuno ha preso l'  arbitraria iniziativa di scrivere e "fare circolare" una circolare del tutto singolare, in quanto in evidente contrasto con la legge.

A causa di questa anomala circolare e alla quasi totalità delle sedi provinciali della ex Motorizzazione Civile che hanno deciso di seguirla, dall' inizio del 2008, chi vuole reimmatricolare una Vespa o altro veicolo radiato per demolizione vera o presunta, si trova davanti ad un nuovo ostacolo che parrebbe insormontabile, a meno che non si decida di intraprendere azioni legali, in quanto rifiutarsi di reimmatricolare un veicolo, come previsto dalla legge, nonostante una circolare, che mai potrà appunto stravolgere una Legge dello Stato, potrebbe configurarsi come omissione di atti d' ufficio..

pare sia questa la circolare contestata:

Circolare Ministero Trasporti n. 388/m361 del 23/2/2006 iscrizione veicolo registri veicoli storici e definizione di rifiuto

“ non è possibile procedere alla reimmatricolazione di veicoli volontariamente radiati per demolizione in quanto, a seguito dell’operazione di volontaria cancellazione dal PRA, il bene di che trattasi perde definitivamente la qualificazione giuridica di veicolo per acquistare , ope legis, quella di rifiuto ai sensi dell’articolo 6 dlgs 22/1997”.



Ministero dei trasporti
dipartimento per i trasporti terrestri, personale, affari generali e la pianificazione generale dei trasporti.
direzione generale per la motorizzazione

prot n. 0110536/23.40.05
Roma, 4 dicembre 2007

oggetto: reimmatricolazione lambretta

con la nota allegata in copia, il Sig xx yy nell'evidenziare le difficoltà di registrazione al PRA di un veicolo tipo lambretta LI 125 III serie, sostiene che lo stesso, benchè risultasse demolito, è stato regolarmente reimmatricolato, quale veicolo di interesse storico e collezionistico presso Codesto Ufficio.
Nel merito, pur segnalando che le disposizioni in materia di veicoli di interesse storico e collezionistico sono in fase di revisione, si ritiene che, al momento, la riammissione in circolazione di detti veicoli, indipendentemente dalla loro iscrizione ad uno dei registri previsti dall'art. 60 del codice della strada, debba essere subordinata, tra l'altro, alla verifica che gli stessi fossero già circolanti e mai radiati per demolizione.

il direttore della divisione
dott.ssa liliana scarpato

 In attesa che la situazione si sblocchi, si può cercare di reimmatricolare il proprio mezzo in una  "motorizzazione" diversa, come spesso accade in questo settore le cose cambiano da provincia a provincia.

Ecco la discussione in merito sul nostro forum 

Buona Fortuna!

 

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